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007 CASINO' ROYALE

Un film di Martin Campbell.

Con Daniel Craig, Eva Green, Mads Mikkelsen, Judi Dench, Jeffrey Wright.
Giancarlo Giannini, Caterina Murino, Simon Abkarian, Isaach De Bankolé, Jesper Christensen, Ivana Milicevic, Tobias Menzies, Claudio Santamaria, Sebastien Foucan, Malcolm Sinclair, Dusan Pelech.

Azione, durata 145 min.

USA, Gran Bretagna, Germania, Repubblica ceca 2006.

Sony Pictures uscita venerdì 5 gennaio 2007.

 

TRAMA

La sequenza d'apertura è in bianco e nero, violenta e veloce: 007 si guadagna il doppio zero del suo nome uccidendo due traditori dell'MI6. Subito dopo ci ritroviamo in Madagascar, dove Bond insegue ed uccide un terrorista mercenario, assoldato per compiere un attentato. L'assassinio però viene ripreso dalle telecamere all'interno dell'ambasciata di Nambutu, generando un caos mediatico che comporta la momentanea sospensione del neopromosso agente 007. Bond quindi raggiunge le Bahamas, dove scopre che il temuto attentato sta per essere compiuto da un secondo terrorista. Il bersaglio è il moderno velivolo Sky Fleet, che sta per essere inaugurato all'aeroporto di Miami, ma anche stavolta Bond sventa il pericolo. Si scopre quindi il mandante degli attentati: un banchiere privo di scrupoli soprannominato Le Chiffre, brillante matematico e giocatore di poker, la cui specialità è la vendita allo scoperto di azioni destinate a scendere, a causa degli attentati da lui organizzati. Grazie all'ultima impresa di Bond, le azioni vendute da Le Chiffre salgono invece di scendere, causando al banchiere un debito di diverse centinaia di milioni di dollari. Per rifarsi delle perdite, organizza al Casinò Royale del Montenegro una partita di poker (Texas Hold'em) con poste altissime. Bond, considerato uno dei pochi in grado di tener testa a Le Chiffre, vi partecipa finanziato dal tesoro britannico, rappresentato dall'affascinante Vesper Lynd. Se Le Chiffre non riguadagna nella partita i soldi che ha perso, i suoi clienti lo uccideranno. Le Chiffre si dimostra particolarmente abile nel gestire la partita ingannando perfino Bond con un falso bluff. Bond perde tutti i suoi soldi e Vesper si rifiuta di aprire ulteriormente le casse del tesoro per offrire a Bond la somma necessaria a rientrare in gioco. Il giocatore Felix Leiter, identificatosi solo all'ultimo minuto come agente CIA, offre a Bond la grossa somma (5 milioni di dollari) per rientrare a giocare nel poker mozzafiato contro Le Chiffre. In cambio, però, ottiene che sia la CIA e non l'MI6 ad incastrare il pericoloso malvivente. Dopo un tentativo di avvelenamento da parte di Le Chiffre e grazie a una mano particolarmente fortunata, è Bond a vincere. Le Chiffre lo cattura e lo tortura brutalmente per riprendersi il denaro, ma Bond non cede. Poi arrivano dei terroristi che freddano il banchiere prima che possa proseguire. Il finale si svolge a Venezia, dove Bond scopre il tradimento di Vesper Lynd, intenta a consegnare il ricavato della vincita al casinò agli uomini appartenenti all'organizzazione di Le Chiffre. Bond, nell'intento di impedire la consegna, uccide tutti i terroristi, ma Vesper perde la vita e i soldi vengono presi da un altro agente, Mr. White. Tuttavia, grazie a un sms di Vesper, scritto proprio a 007 prima di morire, Bond riesce a localizzare Mr. White e si reca nella sua ricca dimora sulle sponde del Lago di Como dove gli spara ad una gamba dichiarando, finalmente: «Il mio nome è Bond, James Bond». E qui si conclude il film.

Fonte: Wikipedia

TRAILER

 

RECENSIONE

Un nuovo volto per Bond, quello rude e irregolare di Daniel Craig. Una trama che caratterizza il film come un prequel temporalmente sfasato. La destrutturazione e la ricostruzione di un personaggio iconico. Se, come dichiarato dai suoi realizzatori, Casino Royale mirava ad essere un reset pressoché totale dell'immaginario collettivo relativo all'universo di 007, un suo adeguamento ai tempi correnti, allora l'operazione può dirsi riuscita. Sono comunque da considerare le direttrici di questa ricostruzione, la loro efficacia e la riuscita complessiva del film.

Ancor più di quanto mostrato nel suo precedente Bond movie (Goldeneye, di gran lunga il miglior 007 dell'era Pierce Brosnan), Martin Campbell sembra aver pensato formalmente a Casino Royale più come ad un contemporaneo action-spionistico che come ad un film dell'agente segreto britannico: ne sono testimonianza un incipit secchissimo e spietato ed un primo inseguimento da cardiopalma in stile parkour, una delle migliori sequenze d'azione viste di recente sul grande schermo, nella quale è comunque sensibile lo zampino di Sebastien Foucan (inventore del parkour e coinvolto nella scena) e del regista della seconda unità Alexander Witt.
Con l'episodico inserimento dell'incidente stradale, questo stile si perde però lentamente, anche logicamente, per il rallentare della trama con la lunga partita a poker, terminando con un crollo veneziano pacchiano e un po' bruttino. Ma di converso, col rallentare dell'azione c'è sempre più spazio per dialoghi (a volte non sempre) ficcanti e riusciti e soprattutto per tratteggiare il nuovo 007, il James Bond 2.0, che rinasce dalle sue stesse ceneri.

Quella di Casino Royale è doppiamente la prima avventura di questo nuovo Bond: da un lato poiché si tratta di un prequel in cui si riprende il primo romanzo della serie firmata da Ian Fleming, dall'altro perché è evidente non solo dalla trama l'intenzione di modellare un personaggio nuovo, dalle caratteristiche uguali ma diverse rispetto al Bond versione 1.x, più sfaccettato, più problematico, persino più vulnerabile: in una parola più contemporaneo. Se nel complesso risulta convincente la rappresentazione di un personaggio in fase di sviluppo, dalla psicologia ondivaga, ancora forse alla ricerca di una forma definitiva (anche aiutata da un Craig che ad un carattere del genere mette a disposizione una fisicità adeguata e complementare), forse lo zoccolo duro dei fan di 007 rischia di rimanere eccessivamente spiazzato di fronte ad un personaggio che sembra quasi prendere le distanze da molti di quelli che sono stati a lungo considerati i suoi tratti iconici: su tutte, forse può colpire ma non stupire un'eccessiva penalizzazione di ironia e sarcasmo che, pur presenti, pagano al dazio alla necessità del rappresentare un Bond più rabbiosamente determinato.
E quando invece quegli stessi tratti iconici sembrano fare capolino, danno a tratti l'impressione di non essere capitati nel momento (o nel film) giusto. Insomma, in un film nel complesso discreto, rimane forse il retrogusto di una modernizzazione riuscita, ma solo a metà: Bond non è più il Bond che conosciamo, ma forse per vedere al cinema un nuovo e contemporaneo agente segreto bastava Jason Bourne. Il percorso del Bond 2.0 è comunque appena cominciato, pazientando si vedrà dove andrà a parare.

In conclusione, una nota a margine sul villain e sulle donne del film, imprescindibile per un film di 007, seppur in versione 2.0: Mads Mikkelsen è ottimo, da ottimo attore qual è (vedetelo in Pusher II), Caterina Murino è la Bond-girl più racchia e scialba che si sia mai vista, Eva Green, per converso, si piazza nel gotha della categoria, ed è anche efficace nella sua parte: con la sua bellezza compensa il pubblico maschile del nodo allo stomaco dato dall'agghiacciante tortura ai testicoli subita da 007.

Fonte: Movieplayer.it - a cura di Federico Gironi

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