
Titolo Originale: TIAN XIA DI YI QUAN
Regia: Chang Ho Cheng
Interpreti: Lo Lieh, Wang Ping, Tien Feng
Durata: h 1.26
Nazionalità: Hong Kong 1973
Genere: azione
Al cinema nel Settembre 1973
TRAMA
Un giovane si allena per la gara nazionale di arti marziali. Divenuto ben presto fortissimo - al punto che il suo maestro gli confida un colpo segreto e micidiale - attira le cattive intenzioni del padre di un rivale, che, per assicurare il successo al figlio, fa massacrare le mani al protagonista. Il ragazzo però guarisce, vince e si vendica. È il migliore film di questo genere finora prodotto.
Fonte:MyMovies
TRAILER
RECENSIONE
Allo stesso modo in cui ci sono luoghi, oggetti, canzoni che fin da bambini ti rimangono impressi e ti lasciano un piacevole ricordo, questo, e non poteva essere altrimenti, succede anche e soprattutto con i film; erano gli anni '70 quando in Italia faceva la sua prima apparizione un certo tipo di cinema cinese. Precursore di altre, famose e meno, pellicole del genere fu questo "Cinque dita di violenza" responsabile di far conoscere agli adolescenti di quei tempi, tra cui il sottoscritto, la, diventata poi famosa, arte del Kung fu, aver rivisto questo film a distanza di 35 anni è stato un pò fare un tuffo nel passato, mi ha rammentato le emozioni che avevo avuto allora.La struttura narrativa è la stessa della miriade di film che seguirono: (i più conosciuti quelli con protagonista Bruce Lee), la rivalità tra le due scuole di Kung Fu, allenamenti massacranti, tecniche segrete tramandate da maestri ad allievi, violenti combattimenti che quasi sempre sforavano nel grottesco e nel fantastico, condite però anche di una certa violenza visiva come teste mozzate, arti spezzati, occhi cavati dalle orbite ecc.; essendo stato il primo film in assoluto in cui si veniva a conoscenza delle arti marziali il giudizio è soprattutto affettivo; certo il successo di Bruce Lee che con il famoso "dalla cina con furore" offuscò la popolarità di "cinque dita di violenza", è fuori discussione, il carisma dell'attore è stato tale che alla sua morte durante le riprese di "l'ultimo combattimento di Chen" (il titolo fu un triste presagio), entrò definitivamente nella leggenda lasciando il vuoto in un filone che, senza nulla a pretendere, ha segnato un periodo della nostra vita.Autore: Marco Iafrate