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EAGLE EYE

 

Titolo Originale: EAGLE EYE

Regia: D.J. Caruso

Interpreti: Shia LaBeouf, Michelle Monaghan, Rosario Dawson, Billy Bob Thornton

Durata: 118 min.

Nazionalità:  USA 2008

Genere: Azione - thriller

Al cinema nel Febbraio 2009

 

TRAMA

Il Presidente degli Stati Uniti autorizza un attacco a un funerale sotto il quale si teme si celi un sospetto carico di armi in Medio Oriente benché il Segretario di Stato non sia dello stesso avviso. Dopo questa premessa passiamo a conoscere la vita di Jerry Shaw, giovane squattrinato e con fratello patriottico morto in un incidente misterioso, e di Rachel Halloman, divorziata e con un figlio in partenza per Washington dove si esibirà con un gruppo musicale. I due si troveranno uniti in seguito a una telefonata in cui una misteriosa voce femminile li ricatta impartendo loro degli ordini. Sono all'oscuro dello scopo della loro missione e i servizi di sicurezza li tallonano da vicino sotto la guida dell'agente Tom Morgan.
Ricordate Speed, il primo film che ribaltò il concetto di velocità (fino ad allora simbolo di libertà e in quel caso condizione obbligatoria per non morire)? Se lo avete apprezzato dovreste vedere Eagle Eye. Con una doverosa premessa: per i primi cinquanta minuti non cercate di capire 'il perché' o il 'come'. Vi togliereste il piacere adrenalinico di accadimenti uno più improbabile dell'altro ma tutti altamente spettacolari. Ci penserà poi la sceneggiatura a fornire motivazioni (?) e contenuti sociopolitici alla vicenda. Ma questo è un elemento quasi secondario e, direi, abbastanza fastidioso.
Perché ogni tanto al cinema è bello potersi lasciare andare a non pensare alla consequenzialità e credibilità narrative e riconquistare il piacere infantile dell'azione iperbolica. D.J. Caruso, che con La Beouf aveva già lavorato in Disturbia, non si preoccupa troppo né della sua prestazione né di quella di Michelle Monaghan. Non debbono recitare, debbono correre contro il tempo.

Fonte: MyMovies

TRAILER

 

RECENSIONE

Un incalzante fanta-tecno-thriller che ha il pregio di indagare, anche se velatamente, sui rapporti tra l'uomo e le macchine (attenzione perchè, quest'ultime, potrebbero individuare e sfruttare facilmente le nostre debolezze...). Peccato che, alla lunga, la tempestività con la quale si risolvono gli accadimenti e gli snodi narrativi risulti essere tediosa perchè prevedibile (tenere i due protagonisti costantemente "in salvo" è un'acrobazia romanzesca non da poco). Ed ecco come l'ultima mezz'ora della pellicola, dal momento in cui viene rivelato l' "arcano", si afflosci e si indebolisca; l'inverosimiglianza si impossessa della scena e arrivano, immancabili, le solite esplosioni fracassone e sregolate. Tra gli attori non si può fare a meno di notare l'espressione incartapecorita di Billy Bob Thornton (in questa occasione truccato peggio di Platinette) e la barbetta sexy di Shia LaBeouf (non basta quella, però, per farne uno stagionato rubacuori!). Da Apologo della Scemenza la corsa del giovane tra le auto in fila fuori dalla Casa Bianca: quando urla "la biblioteca del Congressooo", è impossibile trattenere una strabuzzata di occhi. Nel film ci sono due sfacciate "citazioni" di capolavori della settima arte: se il Computerone (del quale adesso non ricordo il nome) ha la lucina rossa uguale uguale a quella di HAL in "2001" (anche se la voce che ci perseguita per tutto il film è irritante al pari di quella dei navigatori satellitari per auto), lo strumento musicale "complice" in un omicidio riprende (con altri esiti e livelli di tensione) lo sbatter di piatti ne "L'uomo che sapeva troppo" di Hitchcock. L' "Operazione Ghigliottina" è avviata. Attento che non capiti proprio a TE... :-)

Autore: Pompiere

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