
Titolo Originale: HARLEY DAVIDSON AND MARLBORO MAN
Regia: Simon Wincer
Interpreti: Mickey Rourke, Don Johnson, Chelsea Field
Durata: h 1.47
Nazionalità: USA 1991
Genere: avventura
Al cinema nel Novembre 1991
TRAMA
Los Angeles, 1996: I due amici Harley Davidson e Marlboro Man si rincontrano dopo due anni per dirigersi insieme al locale di un loro amico che naviga in cattive acque per colpa dell'esoso affitto da pagare alla Great Trust Bank. Per aiutarlo i due decidono di rapinare un furgone portavalori della stessa banca e di donare la refurtiva all'amico barista. Ma compiuta la rapina scoprono che il contenuto del furgone non è denaro ma un nuovo allucinogeno, la Crystal dream. I due protagonisti diverrano quindi il bersaglio del direttore della Great Trust Bank che metterà alle loro costole alcuni killer senza scrupoli.Fonte: Wikipedia
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RECENSIONE
"Harley Davidson and The Marlboro Man” di Simon Wincer. Interpreti: Mickey Rourke, Don Johnson, Giancarlo Esposito. Drammatico USA 1991.
Lui, Harley Davidson, dalla marca della motocicletta, è conciato da cretino, con il giubbotto di pelle variopinto, i capelli a spazzola, gli occhialetti neri e l'orecchino con croce di ferro nazista. L'altro lo chiamano Marlboro Man perché è tale e quale al cowboy delle sigarette e infatti sogna di tornare al rodeo. Amici per la pelle, si ritrovano dopo due anni di vagabondaggi alla "Easy Rider" del primo, di meditazioni filosofiche al biliardo del secondo. Scorbutici e sentimentali con le donne, li unisce il cameratismo per gli amici del "Rock’n Roll Bar and Grill": un ritrovo contiguo all’aeroporto di Burbank, e incoronato da un aereo che ne sfondò il tetto anni prima, adorno di foto nostalgiche dei divi d’epoca e minacciato dalle brame di un finanziere che è un superspacciatore di droga capace di esprimersi in fluente giapponese. La battaglia che i due campioni, annidati in un cimitero di aerei da combattimento, intraprendono contro le forze del male è l’estremo anelito del vecchio spirito "all american" che ha sempre visto le banche come le botteghe del demonio; e se nell’accoppiata Harley Davidson sembra il più cinico, è proprio lui che parte in quarta incurante dei pericoli. "Il pubblico si prepari a vedere un uomo infelice su una moto. Ho odiato la sceneggiatura. Il film è stupido e senza profondità. Il regista non aveva né la visione né la minima fiducia in se stesso. È la prima volta nella mia carriera che ho accettato un film nel quale non credevo affatto e dove mi sono veramente vergognato di ciò che facevo". Chi parla è Mickey Rourke in un’intervista a Jean Paul Chaillet su "Premiére" di novembre. Vero è che l’imprevedibile divo, pur con qualche parola di simpatia per il partner Don Johnson, aggiunge: "Non ho visto il film e non intendo vederlo". Questi tipi flamboianti alla Rourke - in una tradizione che discende da Errol Flynn per arrivare al compianto Klaus Kinski - possono risultare insopportabili, ma ravvivano con una forte pennellata di colore il dilagante grigiore del cinema internazionale e sono da preferire a certi attori che assomigliano a impiegati d’ordine. Del resto Mickey esagera nel buttare giù il film, un fumetto come un altro, diretto dall’australiano Simon Wincer e ambientato in un ormai vicino 1996, dove tutto si svolge in maniera rocambolesca, a passo di corsa, fra bravate di "stunt men" ed effetti speciali. Attenti al doppio salto dal roof di un grattacielo di Las Vegas nella piscina sottostante; e al mucchio selvaggio dei nemici, con il cappottone antiproiettile lungo fino alla caviglia e certi sputafuoco da far impallidire il ricordo di "Scarface". Da consigliare, come visione ottimale, quella con il popolo giovanottistico del sabato sera.