Guardafilm.Tv

I TRE DELL'OPERAZIONE DRAGO

 

Un film di Robert Clouse.

Con John Saxon, Bruce Lee, Ahna Capri, Shin Kien, Jackie Chan 

Titolo originale Enter the dragon. 

Avventura

Durata 97 min.

USA  1973.

 

TRAMA

Testamento spirituale di Bruce Lee e suo riconosciuto capolavoro, il film, ultimo girato dall'artista, è espressione completa del suo spirito. Le coreografie dei combattimenti, curate dallo stesso protagonista, danno vita a scene uniche, punto di riferimento e di partenza, oltre che di sicura ispirazione, per l'intero filone e non solo. Definire l'opera "film di arti marziali" è riduttivo: il titolo è infatti un mix tra spy story e classico film di arti marziali e il fatto che si cerchi, con esiti apprezzabili, di dare basi credibili alla storia è un passo avanti rispetto al passato, dove i pretesti per le scazzottate erano molto meno curati a livello di concept. Il re del kung fu risulta convincente anche al di là delle scene di lotta, dimostrando una personalissima espressività.
Lee, campione di arti marziali, viene ingaggiato dai servizi segreti americani per sgominare un rigoglioso traffico di stupefacenti che ha come epicentro un'isola, di proprietà privata, sulla quale ogni anno si svolge un torneo di arti marziali. Sotto copertura come atleta, la letale spia si darà da fare per smascherare l'attività criminale e troverà la collaborazione di altri due partecipanti al torneo.
La pellicola ha il grande pregio di rimanere nel complesso attuale e godibile anche a tanti anni di distanza dalla sua produzione. Nota dolente della versione italiana il doppiaggio, a tratti indisponente. L'ultima parte è una sorta di film nel film (da 5 stellette): una morte del cigno con cui Bruce Lee conquista l'immortalità davanti allo spettatore ipnotizzato.

Fonte: MyMovies

TRAILER

 

RECENSIONE:

1973. Bruce Lee, dopo l'enorme successo ottenuto dai suoi tre precedenti film, è ormai la maggiore star orientale. La Warner Bros, colosso cinematografico americano, dopo averlo umiliato, illuso più volte, (affidando ad esempio la serie televisiva 'Kung Fu' ad un improbabile Davide Carradine, nelle vesti di uno pseudo-esperto marziale 'orientalizzato'), si pente amaramente. Tutti i maggiori produttori adesso vogliono Lee, (fù contattato anche dall'italiano carlo Ponti). Gli Shaw Bros, (che al tempo controllavano la maggior parte del mercato cinematografico orientale), solo due anni prima avevano offerto a Lee un contratto di attore generico, per 20 dollari la settimana, offrono a Bruce 200.000 dollari per un solo film. Lee ne chiede 400.000, ed accettano. Ma il sodalizio non avrà mai luogo causa la morte di Lee. Vi sono numerose foto che testimoniano 'provini' di Bruce in costume, (era la peculiarità degli Shaw quel genere di pellicole). A parte queste considerazioni, che esulano dal giudizio sul film, 'I tre dell'operazione drago', considerato da molti come il migliore girato da Bruce, appare chiaramente americanizzato, e manca completamente di quel sapore e fascino che avvolgono le origini delle arti marziali. Lee è l'indiscusso protagonista del film, ma l'attrito fra la trama alla James Bond, ed il fascino tutto orientale del 'Piccolo Drago', sono una nota stonata. Ciò che rende questo film degno di essere ricordato, è il fatto che costituisce un caso senza precedenti. Hollywood e le sue major, mai prima di allora avevano prodotto una pellicola con un protagonista del Sol Levante. Come spesso diceva Bruce: 'è tutto uno stereotipo, ad un cinese vengono offerte solo le parti del 'coglione' col codino'. Lee odiava profondamente la discriminazione razziale. Ma finalmente, dopo immani sforzi, frustrazioni e sacrifici, stava raccogliendo ciò che aveva seminato con tanta pazienza ed onestà. Il film è banale, nonostante un lieve lustro Hollywoodiano. A mio avviso neppure paragonabile a 'Dalla Cina con furore', per molteplici ragioni. In questo suo ultimo film Bruce è allo stremo delle sue energie psico-fisiche, magrissimo, eppure è davanti all'occasione che aspettava da anni, divenire una star internazionale. Come ricorda amaramente sua moglie Linda, Bruce continuava ad impegnarsi al massimo delle sue possibilità, nonostante potesse ormai rilassarsi, il più era fatto. La sua carriera come diceva a lui 'avrebbe proseguito da sola'. Ma questo è ciò che distingueva Lee dai più. Pretendeva sempre il massimo da se stesso, era spinto sempre al proprio miglioramento, verso la perfezione. Questo fuoco che ardeva in lui, lo ha reso l'uomo straordinario che tutti conosciamo. La sua impareggiabile maestria, genialità, costellano tutti i suoi 32 anni di vita. Da teppista da strada ad Hong Kong, ballerino eccezionale, studente tutt'altro che modello, alla sua metamorfosi negli USA. Le sue eccezionali e molteplici doti trovano terra feconda. Nonostante il primo impatto lo disilluda, la sua genialità è come l'acqua, in un modo o nell'altro riesce a trovare sbocco. Il suo talento è innato e fuori del comune. Tutta la sua storia sembra il copione di un film, anche nel finale drammatico, fatale. Un guerriero indomabile dell'animo umano, pensatore e filosofo profondo, uomo generoso e sincero, incomparabile marzialista. Per me un punto di riferimento da sempre, e la profonda sensazione di aver trovato in lui più di un amico, un fratello.

Autore: Paolo Ciarpaglini

Benvenuto

Homepage GuardaFilm

Ultimi Iscritti

  

Ultimi Posts