
Titolo Originale: ALATRISTE
Regia: Agustín Díaz Yanes
Interpreti: Viggo Mortensen, Elena Anaya, Carlos Bardem, Pilar Bardem, Nicolás Belmonte, Javier Cámara, Jesús Castejón
Durata: h 2.20
Nazionalità: Spagna 2006
Genere: azione
Al cinema nel Giugno 2007
TRAMA
Spagna, XVII secolo. Diego Alatriste è un soldato al servizio di Re Filippo IV durante la guerra contro gli olandesi. Durante un'incursione viene ucciso il suo amico Lope Balboa, che in punto di morte lo prega di prendersi cura del figlio Íñigo.
Tornato a Madrid sbarca il lunario lavorando come sicario: deve eliminare due stranieri, che scoprirà essere il Principe di Galles (futuro Carlo I re d'Inghilterra), ed il duca di Buckingham. Evitato l'omicidio, viene rispedito nei Paesi Bassi dove partecipa alla presa di Breda. Nel frattempo, a Madrid, Íñigo si innamora della figlia di Luis de Alquézar, Angélica, e insieme progettano una fuga d'amore, ma ella desiste. Al suo ritorno in Spagna Alatriste è costretto ad assistere all'agonia della sua amante, l'attrice Marìa de Castro, amante di Filippo IV.
Fonte: Wkipedia
TRAILER
RECENSIONE:
Pessima recensione, scritta da chi evidentemente al cinema ci va solo per "staccare il cervello e divertirsi. Ma il cinema non è (o non dovrebbe essere, suo magrado) limitatio a questo. Il cinema è il teatro dei greci, catartico, da cui si può uscire a pezzi ma con la sensazione di avere "imparato qualcosa". L'eroe del film può essere anche antieroe, può essere anche un "Don Rodrigo" qualunque, un assassino, un analfabeta, uno che non da molto importanza alla vita altrui. Questo film non è fatto per fare struggere le fanciulle, di grandi storie d'amore, di frasi epiche e memorabili: è un film di fango, di snague e di polvere, prorpio quelli che indossa Mortensen, non perchè "Fatti per lui" ma perchè l'attore si cala perfettamente nel ruolo di una figura sotricamente verosimile, senza riscatto, senza speranza. Il resto del "Cine-polpettone" è cortituito da una ricostruzione storica certosina dei costumi, delle tattiche del Tercio spagnolo, del rapporto fra nobili e comuni, dei duelli, dei dialoghi fra classi sociali in una spagna che sta andando in pezzi inesorambilmente e che non ha più nulla della passata grandezza se non i ricordi e l'orgoglio, come un nobile decauduto e con le toppe. Un film crudo, violento e senza filtro, che ci mette di fornte alla REALTA' storica che può non piacere, non divertire, ma che non di meno è esistita. Il film probailmente NON PIACERA' alla ragazze che sono andate a vederlo con l'idea di sospirare dietro al fuastacchine Aragorn, come ad un qualunque Bloom o Connery, e rimarrano invece con il fiato sospeso e lo stomaco bloccato per due ore e mezzo, senza un lieto fine, come fosse una tragedia di Eschilo o di Sofocle, scritta per colpire duro allo stomaco. Mi spiace sig,ra Cappi ma lei del film ha capito davvero poco. Magari I Pirati dei Caraibi le sarebbe piaciuto di più.
Autore: Ramaja